Firenze, 9 febbraio 2011 / gennaio 2012, Museo della Fondazione Roberto Capucci - Villa Bardini
“Variazioni sul tema della creatività volute e riccioli, plissettature e geometrie in corto” : volute e riccioli, plissé e linee geometriche si dipanano dall’abito-scultura in giallo oro e fucsia - fotografato da Sham Hinchey e Marzia Messina (titolo dell’opera “Restless Sleep”) -, e danno vita alle ventitre creazioni esposte in questa nuova mostra che racconta una sequenza di studi e di variazioni dell’artista e inventore di stili Roberto Capucci. Una collezione di ‘corti’: geometrici, con ricercati riccioli e con interessanti sperimentazioni e lavorazioni innovative nei plissé. Di particolare effetto è una creazione del 2009 di Roberto Capucci in omaggio al Futurismo, esposta in anteprima nella mostra “Futurismo – Moda – Design. La ricostruzione dell’universo quotidiano” del Museo della Moda e delle Arti Applicate dei Musei Provinciali di Gorizia. La mostra, curata da Raffaella Sgubin e Carla Cerutti, ha rappresentato uno degli eventi nazionali per le Celebrazioni del Centenario del Manifesto Futurista. (Catalogo Musei Provinciali di Gorizia). Eccezionale pezzo nella mostra è la ‘Sposa in Rosso’, una creazione del 2009 realizzata in un tessuto particolarissimo e unico, il mikado, - appositamente fornito e donato al maestro dalla Corsil Tessitura Serica Montorfano di Como -, che è stata presentata per la prima volta a Venezia nel marzo del 2009 in occasione della mostra “Roberto Capucci a Palazzo Fortuny”.
Philadelphia, 16 marzo / 5 giugno 2011, Philadelphia Museum of Art
“Roberto Capucci: Art into Fashion”: questa prima mostra antologica dedicata al maestro negli Stati Uniti è un grande appuntamento dopo tante apparizioni avvenute nel tempo: dal 1956 al 2003 le creazioni di Roberto Capucci sono state protagoniste di importanti eventi individuali e collettivi nelle principali città degli Stati Uniti. Nel 1956 gli abiti di Capucci sono presentati in 14 città degli States; nel 1958 a Boston gli viene riconosciuto il premio per miglior creatore di moda nel mondo per l’innovativa ‘Linea a Scatola’; nel 1985 presenta una collezione a New York all’Army National Guard Armory;; nel 1986 la creazione 'Fuoco' dell’anno precedente, che rappresenta l’estremizzazione dell'idea di abito-scultura, è protagonista della creatività italiana nella mostra “Sessant’anni di vita culturale italiana” dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani presentata alla Columbia University e riproposta l’anno successivo a Roma al Museo di Palazzo Venezia. La mostra "Fashion and Surrealism", già realizzata al Victoria and Albert Museum di Londra nel 1987, viene ripetuta nel 1988 nella sede del Fashion Institute of Technology di New York con l’esposizione di tre creazioni del maestro del 1982 ispirate alla natura. Nel 1994 il Guggenheim Museum di New York ospita una creazione del 1956 ‘Nove Gonne’ nella mostra "Italian Metamorphosis", dedicata all'evoluzione della creatività italiana in tutte le sue espressioni. Sempre a New York nel 2001 alla Galleria Felissimo nell’ambito di "Design 21" è esposto un abito del 1966 nello stile della "Linea a Scatola" con elementi in plastica; nel 2003 nella Gallery of Dia Center per la mostra "1950-2000 Theatre of Italian creativity" sono esposte due creazioni degli anni '50 dell'Archivio della Fondazione. La mostra antologica del Philadelphia Museum of Art è curata da Dilys Blum, Senior Curator of Costume and Textiles, che ha voluto analizzare il desiderio di sperimentare e le sfide del designer e dell’artista Roberto Capucci illustrandone le singolari tecniche che si posizionano oltre le categorie tradizionali della forma e del pensiero creativo. Il percorso espositivo è uno studio sulla capacità di costruire silhouette innovative, sull’uso architettonico delle forme, dei volumi e delle proporzioni, sulla visione prospettica che emerge dalle “costruzioni” articolate, sulla capacità di sperimentare inediti accostamenti cromatici entrando sin nelle pieghe millimetriche delle stoffe per creare nuovi effetti di colore. Nella mostra sono presentate più di ottanta creazioni, disegni originali e bozzetti, con una selezione imponente che comprende meravigliosi abiti-scultura ed evidenzia l’unicità delle opere sartoriali; sono messi in evidenza sia tutti gli aspetti che pongono inevitabilmente il lavoro di Roberto Capucci oltre le mode e oltre la moda, sia le diverse fonti di ispirazione: si parte dagli abiti realizzati all’inizio della carriera, si prosegue con abiti-scultura leggendari, ad esempio la ‘Colonna Dorica’ del 1978 o la serie creata in omaggio a Firenze a partire dal 2007. Nell’ottica di un rilancio del marchio Capucci in America sono stati realizzati su richiesta del Museo nel laboratorio creativo del maestro una serie limitata di Mini-Capucci, 6 esemplari per 6 storiche creazioni in scala ridotta (ca. 1/40), eseguiti con le medesime proporzioni e gli stessi preziosissimi tessuti degli originali, che saranno messi in vendita presso lo shop del Philadelphia Museum of Art e on-line. (Catalogo Philadelphia Museum of Art e dalla Yale University Press -New Haven – Connecticut)
Brescia, 19 novembre 2011 / 18 marzo 2012, Museo di Santa Giulia "Roberto Capucci e l'antico. Omaggio alla Vittoria Alata": la Fondazione Roberto Capucci è accolta in un sito riconosciuto Patrimonio Mondiale dall'Unesco con la mostra "Roberto Capucci e l'antico. Omaggio alla Vittoria Alata".
La mostra, promossa e organizzata dal Comune di Brescia e Fondazione Giacomini Meo Fiorot-
Musei Mazzucchelli con la collaborazione della Fondazione Brescia Musei, è allestita nel Museo di
Santa Giulia che dal 25 giugno di quest'anno è stato inserito nella prestigiosa e preziosa lista dei luoghi
considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanità, come parte del sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi
del potere (568-774 d.C.)". Santa Giulia è un complesso straordinario che racchiude, tra le altre importanti
testimonianze storico-artistiche, la Vittoria Alata, statua in bronzo del I secolo d. C. simbolo della
Città di Brescia. Roberto Capucci ha realizzato una sua propria versione della Vittoria Alata: una
creazione unica in georgette in tre toni di verde e mauve, con cinta e sottogonna in mikado dello stesso
colore, che recupera le suggestioni cromatiche dei residui mauve che coprono il bronzo antico. Nella
mostra sono presentati altri 30 abiti-scultura che illustrano differenti motivi di ispirazione: suggestioni
architettoniche ma anche spunti suggeriti dal costume antico, dagli elementi naturali e dal susseguirsi
delle stagioni. Il percorso espositivo, a cura di Massimiliano Capella e Francesca Morandini, è articolato
in cinque sezioni: L'Antico. Gli Ordini Architettonici. Le Stagioni. Fuoco, Terra, Aria e Acqua e
Omaggio alla Vittoria Alata. (Catalogo Allemandi)