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Firenze, 19 Febbario 2013
Museo della Fondazione Roberto Capucci
Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, Firenze
http://www.bardinipeyron.it
ombra
 
informazioni
Mostre in corso a Villa Bardini

orari
dal martedì alla domenica (compresi)
ore 10,00-19,00 (ultimo ingresso ore 17,00)
chiusura
lunedì, il giorno di Natale, il 1° dell'Anno

biglietti
biglietto intero: € 6,00
biglietto ridotto: € 4,00 per gruppi superiori a 10 persone, per ragazzi dai 7 ai 14 anni di età, per scolaresche e per studenti universitari, per soci ACI  e TCI, per possessori del biglietto a pagamento del Giardino di Boboli, Giardino Bardini, Museo degli Argenti, Galleria del Costume, Museo delle Porcellane
gratuito: disabili e loro accompagnatori, giornalisti, insegnanti con scolaresche al seguito, guide turistiche, bambini sotto ai 6 anni

Il biglietto comprende la visita al Museo della Fondazione Roberto Capucci e al Museo Pietro Annigoni


Info Biglietteria Tel. 055.2638599
Info Uffici Museo Tel. 055 20066210
Info
info@fondazionerobertocapucci.com - associazioni@fondazionerobertocapucci.com
Come arrivare al museo guarda la cartina

la mostra




Dal 19 febbraio per tutto il 2013 il Museo della Fondazione Roberto Capucci, nella Villa Bardini di Firenze, ospita la mostra “DALLE MANI DI ROBERTO CAPUCCI: TESSUTI DA PLASMARE”.

Il percorso espositivo include 24 creazioni che portano in scena l'abilità del Maestro nell'approcciarsi ai diversi tipi di stoffa, per creare effetti che siano di volta in volta volumetriche sovrapposizioni, drappeggi, plissettature ed inserti in un climax che evolve da forme fluide dettate da tessuti impalpabili che scivolano sul corpo, attraverso silhouette sottolineate da geometrie fatte di elementi ripetuti e moltiplicati, fino a rigidità quasi scultoree. L'abilità e la sapienza delle mani del Maestro seguono la linea duttile dei materiali, per descrivere sogni e raccontare visioni di stile, che arrivano a comporre un immaginario creativo estremamente vario e articolato.
Il dialogo fra il creativo e le stoffe si concretizza ed evolve attraverso 3 differenti sezioni.
Nella prima sezione si incontrano silhouettes più morbide, abiti in stile peplo in jersey e in georgette o monospalla scivolati in georgette. La superficie delle stoffe inizia a incresparsi, i volumi a farsi più pronunciati con 'Calla' abito-scultura, presentato al pubblico per la prima volta nel 1956, in raso bianco con effetto che ricorda il fiore che l'ha ispirato. Una foto di questa particolare creazione fu pubblicata sul New York Times.
La seconda sezione comprende giacchini e boleri realizzati con particolare estro e maestria. La trama dei tessuti sembra soccombere docile a un'irrefrenabile spinta creativa che trasforma il taffetas sfumato viola in coni in rilievo riprodotti in modo seriale. Riquadri in raso bianco con intarsi neri, in raso multicolore o nella variante nera e multicolore si alternano a elementi a cerchio in sauvage rosso, fucsia e giallo. La dimensione più rigida e scultorea inizia a delinearsi nel bolero bianco e nero in gazaar lavorato ad effetto tubolare, che ricorda la struttura di un bruco, presentato per la prima volta nel 1985. La terza sezione comprende le creazioni dalle volumetrie più articolate, i drappeggi rigidi, fra onde, spirali e volute, effetti “panier”, orli smerlati, intarsi in rilievo e rouches, le sfide più accese al concetto di linearità dei tessuti. Taffetas e velluti, sauvage e shantung, georgette e organza, vanno dal contrasto deciso dei bianchi e dei neri, con incursioni di giallo e turchese, a una ricchissima varietà di colori, non rinunciando, talvolta, ad effetti cangianti.

Si accostano in questa mostra stili, ricerche e materiali che il maestro plasma con abilità trasformandoli in oggetti/abiti indimenticabili.

Maura Babusci - stampa - Fondazione Roberto Capucci